Una strada tracciata sulla qualità: Paolo Borroni e la seconda generazione di MB

Nel nuovo appuntamento della rubrica "Da figli a imprenditori", Jordan Mozzanica incontra Paolo Borroni, alla guida di MB, azienda produttrice di estintori fondata dai suoi genitori nel 1989. Un dialogo tra due rappresentanti della seconda generazione, per capire come si passa dal montare estintori la sera con gli amici a guidare un'impresa di 50 persone proiettata sui mercati esteri.

 

 

Le radici: un'azienda familiare vissuta fin da bambino

L'ingresso di Paolo in azienda non è avvenuto in un giorno preciso, ma per gradi. La data ufficiale è il 1999, subito dopo la laurea in economia e commercio: si laurea il 22 novembre e il giorno dopo è già in azienda. Ma la verità è che l'azienda faceva parte della sua vita da molto prima. Le vacanze estive si passavano lì, i primi lavori durante l'università erano lì. E quando entrambi i genitori lavorano nello stesso progetto, anche a casa si finisce per parlare di estintori: la regola del "non si parla di lavoro a tavola" forse è stata messa, ma di certo non è mai stata rispettata. È in quel clima quotidiano che Paolo e la sorella Mara, oggi responsabile dell'amministrazione, hanno assorbito una strada già ben delineata.

 

La gavetta: le serate a montare estintori

Negli anni Novanta l'azienda cresceva a passi da gigante e le giornate non bastavano mai. Così, durante il periodo universitario, Paolo passava le serate in azienda con due amici di corso a montare estintori. Un aiuto concreto in un momento di crescita tumultuosa, ma anche il primo tassello di un principio che considera fondamentale: crearsi l'esperienza partendo dalla base. Conoscere una valvola, capire come si assemblano i componenti, imparare i tempi di una linea di produzione, ascoltare gli uomini di esperienza che quel mestiere lo conoscevano da anni. La parte tecnica del prodotto, racconta, l'ha imparata dal papà e dal lavoro quotidiano sui prodotti stessi.

 

Tutta la scala: dal magazzino alla guida dell'azienda

Il percorso di Paolo ha toccato ogni reparto. Nei primi anni di lavoro a tempo pieno, ventiquattrenne con poca esperienza oltre agli studi, faceva il jolly: mancava una persona in produzione, copriva la produzione; mancava una persona in magazzino, dava una mano in magazzino. Solo in seguito è arrivato il passaggio verso l'amministrazione e la parte commerciale, un ambito in cui, ammette, all'inizio non si sentiva portato. È stata una capacità scoperta e costruita nel tempo, stando al fianco di collaboratori validi che i genitori avevano introdotto in azienda con la crescita. Anni passati "senza accorgersene" che hanno creato un bagaglio di esperienza a 360 gradi: oggi sa cosa può dare e cosa può chiedere a ogni persona in azienda.

 

Il passaggio generazionale: graduale, naturale, senza strappi

Alla domanda su come ha gestito il passaggio con il padre, Paolo risponde che non c'è stato un momento vero e proprio di passaggio. I genitori, ancora oggi operativi in azienda a 79 e 76 anni, hanno avuto la forza di coinvolgere lui e Mara nei punti focali delle decisioni, rendendo la transizione un processo naturale. Se un momento di svolta va identificato, è legato a un grave problema di salute del padre: lì è scattato, in automatico, il pensiero "adesso tocca a me". Da quel momento l'operatività quotidiana dell'impresa è passata sulle sue spalle, sempre con l'aiuto dei collaboratori.

 

L'imprenditore come allenatore: la fiducia nelle persone

Uno dei passaggi più intensi dell'intervista riguarda il ruolo dell'imprenditore. Paolo usa spesso, anche nelle riunioni interne, l'immagine dell'allenatore: una persona che seleziona le figure giuste, le mette nelle condizioni di lavorare al meglio e guida la squadra verso un obiettivo. Un'impresa, ricorda, è un insieme di persone, e nessun imprenditore può raggiungere obiettivi importanti da solo: puoi essere il Messi della situazione e segnare dieci gol, ma senza una squadra che condivide il tuo pensiero ne prendi venti. In MB ogni settore tecnico è affidato a persone che, dice senza timore, sono molto più preparate di quanto avrebbe potuto essere lui. Una visione che smonta un pensiero errato diffuso tra chi guida un'impresa familiare: l'idea di dover sapere tutto e fare tutto da soli.

 

Giovani, investimenti e nuovi mercati

Oggi MB conta circa 50 persone e almeno la metà ha meno di 35 anni, soprattutto nel reparto produzione. Per Paolo investire sui giovani non è uno slogan: le nuove generazioni sono coloro che nei prossimi anni dovranno dare soddisfazioni all'azienda e a loro stessi. Il requisito che cerca è uno solo: la serietà, unita alla voglia di imparare e di mettersi in gioco. Sul fronte industriale, l'azienda sta investendo in modo importante in nuovi impianti di produzione, per aumentare la capacità produttiva e presidiare settori in sviluppo come quello degli estintori a schiuma. Perché per un'azienda di produzione, ancor più che per una di servizi, fermarsi significa essere superati nel brevissimo tempo.

 

Cosa direbbe al Paolo del 1999

Guardando indietro, Paolo ricorda le prime giornate in ufficio, quando rispondere alla domanda di un cliente o condurre una trattativa commerciale gli sembrava di una difficoltà pazzesca. Al giovane sé stesso direbbe che stare al fianco di persone di alto livello lo avrebbe cambiato, come uomo e come professionista. E oggi, sedendosi ai tavoli associativi del settore, si accorge che i "guru" di un tempo hanno lasciato il posto ai loro figli: la seconda generazione è al tavolo, e questo significa che gli imprenditori dell'epoca sono riusciti a trasmettere valori importanti.

 

Il sogno nel cassetto: crescere restando fedeli alla qualità

L'obiettivo per il futuro è crescere, anche sui mercati esteri. Paolo torna da una recente fiera internazionale di settore con una soddisfazione personale che vale più di molti numeri: clienti che confermano di voler lavorare con MB perché dietro c'è gente seria e un prodotto di qualità. È la conferma della strada tracciata dal padre fin dal 1989, quando scelse di puntare tutto su prodotti di qualità e su un servizio di livello. Una strada che Paolo ha percorso con fatica, perché nessuno regala nulla, ma che oggi consegna volentieri come messaggio alle nuove generazioni: in questo settore, chi ha voglia di fare e idee chiare può fare ancora tanto.

Data pubblicazione: 14/07/2026