La cultura della sicurezza: la storia della famiglia Luraschi e l'evoluzione dell'antincendio ingegneristico

Nel nuovo appuntamento della rubrica "Da figli a imprenditori", Jordan Mozzanica incontra Davide Luraschi, titolare dello studio Luraschi e De Dionigi Associati, per esplorare un passaggio generazionale arrivato alla sua quarta iterazione all'interno di una delle realtà storiche dell'ingegneria e della sicurezza sul territorio milanese e nazionale.

 

Le radici: quattro generazioni a pane e ingegneria

La storia dello studio Luraschi non nasce da un'imposizione o da un dovere subìto, ma da una scelta maturata con estrema naturalezza. Davide rappresenta la quarta generazione di una famiglia interamente dedita all'ambito ingegneristico: dal bisnonno al nonno, fino al padre e per un certo periodo agli zii e cugini. Un ambiente respirato fin dall'infanzia, quando il nonno lo accompagnava nei cantieri a vedere le costruzioni o il padre lo portava dai clienti a osservare gli impianti, teatri musei ed ospedali. Nonostante la famiglia non lo abbia mai in nessuno modo spinto verso nessuna università in particolare  per lasciargli la massima libertà di scelta, il destino di Davide era già scritto nella sua passione per l'ingegno e la risoluzione dei problemi tecnici.

 

La gavetta fuori dalle mura domestiche: farsi le ossa prima di entrare in azienda

Una delle regole fondamentali e più lungimiranti trasmesse dal padre è stata quella di guardare al di fuori del contesto familiare lavorativo. La legge non scritta dello studio era chiara: "Se vuoi venire a lavorare da noi, prima lavori fuori". Davide ha così iniziato il suo percorso con stage universitari anche in Africa, a Dar es Salaam, dove ha applicato per la prima volta in campo quanto appreso sui banchi universitari. Successivamente, ha lavorato per cinque anni in una società di real estate a Milano come Project Manager dove si sviluppavano affascinanti sviluppi immobiliari. Solo dopo aver consolidato la propria professionalità esterna ed essere riuscito ad acquisire un proprio importante cliente autonomo, Davide ha fatto il suo ingresso ufficiale nello studio del padre.

 

Il passaggio generazionale e l'esperienza sotto la guida dello zio

L'ingresso nello studio di famiglia è stato gestito in modo altrettanto illuminato. Per evitare le naturali complessità del rapporto diretto tra padre e figlio, il fondatore ha preferito che Davide lavorasse sotto la supervisione dello zio, allora socio dello studio. Questo ha permesso a Davide di fare la propria gavetta interna in modo oggettivo, dedicandosi inizialmente a settori distanti dall'attività paterna, come il recupero, il restauro e la conservazione di beni storici e architettonici vincolati, tra cui palazzi storici, castelli e complessi sportivi milanesi.

 

Dalla folgorazione per l'antincendio alla "scienza della sicurezza"

Inizialmente, Davide non voleva occuparsi di prevenzione incendi, un ambito che considerava a quell’epoca noioso e legato alla mera applicazione ripetitiva di norme. Suo padre, tuttavia, era stato un vero pioniere del settore, contribuendo a trasformare l'antincendio in una disciplina  realmente ingegneristica. La vera svolta, o "folgorazione",  è avvenuta quando Davide si è trovato ad affrontare la sicurezza antincendio durante il recupero di un castello da adibire a museo. Lì ha compreso il valore olistico di questa professione: non si trattava di scegliere finiture estetiche, ma di applicare il metodo scientifico per proteggere la vita umana e ed i beni garantire l'esodo sicuro.

 

Affrontare il peso del cognome e guardare al futuro

Portare un cognome associato a tre o quattro generazioni di professionisti stimati comporta una responsabilità enorme e un profondo senso del dovere. Davide non nasconde le difficoltà, dagli ostacoli accademici volti a testare la sua reale determinazione, fino alle grandi rivoluzioni strutturali. Durante il periodo del Covid, ha infatti trasformato l'assetto dello studio, chiudendo certi rapporti ed aprendo la compagine a nuovi soci esterni al nucleo familiare (diventando Luraschi e Associati ingegneria ed architettura prima e ora Luraschi De Dionigi Associati ingegneria ed architettura) etico, deontologico e di abnegazione sul lavoro.

 

I giovani, l'Intelligenza Artificiale e il Pro Bono: la visione per il domani

Oggi Davide affianca alla professione anche l’insegnamento; insegna Ingegneria della sicurezza antincendio al Politecnico di Milano, un duplice corso strutturato che prima non esisteva e che punta a creare una vera cultura della sicurezza antincendio. Lo studio oggi è composto da moltissimi giovani, spesso suoi ex studenti, nei quali crede fermamente. Riguardo alle nuove tecnologie e all'Intelligenza Artificiale, Davide le considera strumenti meravigliosi ma potenzialmente pericolosi se privi di una solida conoscenza di base: "L'AI è uno strumento incredibile per chi sa, ma chi pensa di poter sapere grazie all'AI fallisce miseramente. L’AI infatti non ha e non  può avere coscienza, che rimane appannaggio dell’essere umano".

Per il futuro, l'obiettivo è ambizioso: la creazione di una società no-profit dedicata alle consulenze pro-bono per associazioni di beneficenza e per attività meritevoli. Una scelta mossa da un principio antico ma sempre attuale: il profitto aziendale è necessario, ma deve essere strettamente legato alla capacità di generare il bene comune per la società.

Data pubblicazione: 29/05/2026