Fermarsi, guardare indietro, essere grati

Arriva la fine dell'anno e viene naturale tracciare un bilancio degli ultimi dodici mesi. Ci chiediamo: come va? Siamo contenti?

 

Una domanda, posta così, a dicembre, in piena frenesia pre-natalizia, può sembrare quasi retorica. In un contesto in cui la fretta regna sovrana, le ore si rincorrono e noi le percorriamo impegnati nell’ultima "corsa sfrenata" per raggiungere gli obiettivi prefissati, il sistema dei media ci inonda quotidianamente di notizie negative, sembra proprio che l'unico desiderio sia quello di staccare tutto e rifugiarsi in una bella settimana bianca, lontano da email, telefoni e scadenze.

Lo capisco perfettamente. Anch'io, in questi mesi, mi sono trovato più volte immerso in quel "vortice" che sembra inghiottirti completamente, in cui una riunione si sovrappone all'altra e nel frattempo le urgenze si moltiplicano, e quando si arriva a fine giornata ti chiedi se hai davvero portato a termine qualcosa di concreto o se hai semplicemente gestito l'ennesima emergenza.

 

L'esercizio della gratitudine

 

Eppure, credo che dovremmo tutti fare un esercizio. Un esercizio semplice ma potente: fermarci. Uscire, anche solo per un momento, da questo vortice quotidiano. Alzare la testa dalla scrivania, dal cantiere, dall'officina, dall'ufficio. E guardarci indietro.

 

Guardarci indietro non con l'occhio critico di chi cerca cosa non ha funzionato – quello lo facciamo già abbastanza durante l'anno – ma con lo sguardo grato di chi riconosce tutto quello che è stato fatto in questi dodici mesi. Perché quando lo facciamo davvero, quando usciamo dal pilota automatico dello stress quotidiano, ci accorgiamo di cose importanti.

 

Ci accorgiamo che ancora una volta abbiamo raggiunto ottimi risultati. Constatiamo che dai clienti ci sono arrivate attestazioni di soddisfazioni concrete, non solo parole di circostanza ma riconoscimenti veri del nostro lavoro. Ci rendiamo conto che, seppure con fatica e con tempi ristretti, siamo riusciti a concludere commesse difficili, quelle che a inizio anno sembravano impossibili. Che siamo riusciti a mantenere una buona marginalità pur operando in un mercato che non fa sconti a nessuno.

Insomma, se solo alziamo la testa e usciamo dal tunnel, non resta altro che gratificarsi ed essere soddisfatti. Non per autocompiacimento, ma per riconoscimento onesto di un lavoro ben fatto.

 

Un 2025 da ricordare

 

L'azienda Mozzanica è davvero soddisfatta per come sono andate le cose in questo 2025. I numeri parlano chiaro e sono motivo di orgoglio per tutti noi.

 

Il Service, ancora una volta, ha portato risultati eccellenti, raggiungendo il budget di ordinato e fatturato già a ottobre. Due mesi di anticipo non sono un caso: sono il frutto di anni di investimenti nella formazione del personale, nella qualità del servizio, nella fiducia che i nostri clienti ripongono in noi. Quando un cliente sa che può contare su di te sempre, a qualsiasi ora, con la certezza che il lavoro sarà fatto bene, ti sceglie. E continua a sceglierti.

 

Ma anche gli altri settori non sono stati da meno. È vero, l'anno è iniziato in salita. Ci sono stati mesi in cui guardavamo i numeri con una certa preoccupazione, in cui ci chiedevamo se avremmo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti. Ma lo stiamo terminando nella maniera più corretta, con risultati solidi e, soprattutto, con "del fieno in cascina" già pronto per l'anno prossimo.

 

Questo significa che non solo abbiamo chiuso bene il 2025, ma abbiamo costruito le fondamenta per un 2026 ancora migliore. Commesse acquisite, progetti in corso, clienti fidelizzati. È questo il vero patrimonio di un'azienda: non solo quello che fatturi oggi, ma quello che stai costruendo per domani.

 

La forza del gioco di squadra

 

Certamente non posso negare che ci siano stati momenti difficili, momenti di fatica. Come ho scritto prima, anche io mi sono ritrovato più volte nel "vortice". Ci sono state settimane in cui sembrava che le ventiquattro ore non bastassero mai, in cui i problemi si accumulavano più velocemente delle soluzioni.

 

Ma è proprio in quei momenti che si vede la differenza tra un gruppo di persone che lavorano nello stesso posto e una vera squadra. Ed è giocando di squadra che queste difficoltà possono essere superate, anzi, trasformate in opportunità di crescita.

 

Si dice infatti che se un'azienda ha il valore dell'aiuto reciproco e del lavorare in squadra, non ci sarà sfida così difficile che non possa essere superata. Non è retorica, è esperienza vissuta. Quando un collega è in difficoltà e qualcun altro si offre di dargli una mano, quando un reparto supporta l'altro senza calcoli, quando ognuno mette le proprie competenze al servizio dell'obiettivo comune, gli esiti positivi non mancano.

 

Certo, questo implica che atteggiamenti divisori, negativi, controproducenti o, peggio, legati all'invidia vengano evitati. E questo è qualcosa che la Mozzanica continuerà a non tollerare, non per severità fine a sé stessa, ma perché sappiamo che quegli atteggiamenti distruggono proprio ciò che ci rende forti: l'unità.

 

Una storia che ci ispira

 

Lavorando per obiettivi comuni, mossi da giusti ideali, si possono superare sfide eclatanti. E quando penso a un esempio concreto di cosa significhi davvero fare squadra, mi viene sempre in mente la storia del Pastificio Rummo.

 

Nel 2015, un'alluvione devastante colpì lo stabilimento di Benevento. L'acqua invase tutto, distruggendo macchinari, materie prime, strutture. Per molti, sarebbe stata la fine. Un colpo dal quale non ci si riprende. Ma non per i Rummo e non per chi decise di stare al loro fianco.

 

Quello che successe dopo fu straordinario: un'intera comunità si mobilitò. Dipendenti, fornitori, clienti, concorrenti persino. Tutti si rimboccarono le maniche per far ripartire quell'azienda. Non per obbligo contrattuale, non per calcolo economico, ma per solidarietà vera. Perché quando vedi qualcuno che merita una seconda possibilità, gliela dai. Punto.

 

E il risultato? Il Pastificio Rummo non solo si è ripreso completamente, ma è tornato più forte di prima. Quella tragedia, grazie alla forza del lavoro di squadra e della solidarietà, si è trasformata in una rinascita.

 

Ora, riflettiamo un attimo: se un'azione collettiva di questo tipo ha portato un'impresa a risollevarsi da una situazione drammatica, cosa può fare un'azione propositiva e costruttiva in un'azienda che, come la nostra, si presenta con una situazione sana? Quanto possiamo crescere se manteniamo questo spirito di collaborazione, se continuiamo a remare tutti nella stessa direzione?

 

La risposta è: possiamo andare lontano. Molto lontano.

 

Auguri per un meritato riposo

 

In conclusione, vorrei dire a tutti – dai tecnici agli amministrativi, dai manutentori ai progettisti, da chi lavora in sede a chi è sempre in cantiere – che dopo un anno di lavoro intenso è giunto ora il momento di congratularsi per ciò che abbiamo fatto.

 

Non aspettate che qualcun altro vi dica "bravo". Ditevelo da soli. Guardatevi allo specchio e riconoscete il valore di quello che avete costruito in questi dodici mesi. Vedete ed esaltate ogni momento positivo, ogni piccola vittoria, ogni ostacolo superato. Perché sono proprio quei momenti, messi insieme, che hanno fatto la differenza.

 

E poi, visto che le feste sono alle porte, concedetevi quello che vi siete meritati: riposare davvero, staccare la mente, ricaricare le batterie. E, perché no, ritrovare a tavola i piaceri del palato assaporando i piatti della tradizione preparati con amore e passione. Dopo tutto, siamo italiani, e per tradizione, cultura e storia le feste si celebrano condividendo un buon pranzo.

 

Vi auguro di trascorrere questi giorni con le persone che amate, di ritrovare quel ritmo più lento che la vita normale non ci concede, di godervi ogni momento senza pensare al lavoro che vi aspetta al rientro.

 

Perché quando torneremo, a gennaio, saremo pronti per un altro anno insieme. Un anno in cui continueremo a costruire, a crescere, a fare la differenza. Insieme.

 

Buone feste a tutti.

 

 

Jordan Mozzanica

International & National Sales | Marketing Director

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