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La prima cottura di cemento idraulico nel forno di Scanzo avviene l’8 febbraio 1864 ed è subito un prodotto di successo.
Dal ponte sul fiume Adda, alla stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia, dove è decisiva l’efficacia del legante anche sott’acqua, al Canale di Suez, Grattacielo Pirelli a Milano (ancora oggi fra i più alti edifici del mondo in cemento armato), la qualità dei cementi prodotti da quella che solo nel 1927 assumerà la denominazione di Italcementi, sarà il fattore trainante che permetterà di conquistare la leadership del settore in Italia.
Dal 2010 Italcementi ha lanciato un piano di rinnovamento e adeguamento delle principali cementerie alle Best Available Technologies, che ha portato al revamping della cementeria di Calusco d’Adda (BG), Matera e Rezzato-Mazzano (BS).
Azienda che ha fatto del rapporto con il mondo dell’architettura e dell’alta ingegneria un mezzo per stimolare la crescita, Italcementi, negli ultimi dieci anni ha depositato oltre 60 brevetti, tra cui quelli per il cemento trasparente, usato per il padiglione italiano all’Expo 2010 di Shanghai e per nuovo cemento biodinamico con cui è stato realizzato il Palazzo Italia, cuore pulsante del Padiglione Italiano e icona di Expo 2015. Dal 1° luglio 2016 la società oggi è parte di HeidelbergCement Group, il principale player mondiale nella fornitura verticalmente integrata di materiali da costruzione.
La struttura industriale del Gruppo è oggi formata da 10 cementerie a ciclo completo, un impianto per prodotti speciali, 10 centri di macinazione del cemento, 112 impianti di calcestruzzo e 13 cave per inerti.


Da oltre 30 anni Mozzanica affianca gli stabilimenti italiani di Italcementi nel servizio di manutenzione impianti ed estintori.
Nel corso degli anni Mozzanica ha intensificato il suo coinvolgimento nella protezione incendi degli stabilimenti Italcementi realizzando le reti idranti di stabilimento, complete di stazioni di pompaggio e riserve idriche.
I progettisti e gli installatori Mozzanica hanno steso chilometri di reti idranti a protezione degli stabilimenti di Colleferro, Rezzato e Calusco. In quest’ultimo, in particolare, le nostre squadre hanno realizzato una rete idranti di 3 chilometri servita da una riserva idrica da 1200 m3 e da una motopompa ULFM da 450m3/h.

 

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