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I sistemi a diluvio e water spray, utilizzano acqua in grande quantità e, a differenza degli sprinker, simultaneamente su tutto lo spazio protetto. A differenza del sistema di Congreve che sfruttava forza di gravità e tubi forati, oggi, grazie alla spinta di pompe ed il controllo dell’erogazione attraverso opportuni ugelli, questi sistemi possono spegnere o contenere un incendio fino all’arrivo delle squadre di emergenza, ma anche impedirne il propagarsi, raffreddando l’ambiente circostante.

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La storia degli impianti a diluvio

Nel 1812 il capostipite degli impianti a diluvio e sprinkler odierni fu progettato e fatto installare da William Congreve nel Theatre Royal di  Drury Lane nel Regno Unito. Una riserva idrica alimentava una rete di tubature perforate. Questi sistemi (che presto si diffusero negli stabilimenti tessili) dovevano essere attivati manualmente e agivano sull’intera area da proteggere.

Ancora oggi, gli odierni sistemi a diluvio e water spray, utilizzano acqua in grande quantità e, a differenza degli sprinker, simultaneamente su tutto lo spazio protetto.

A differenza del sistema di Congreve che sfruttava forza di gravità e tubi forati, oggi, grazie alla spinta di pompe ed il controllo dell’erogazione attraverso opportuni ugelli, questi sistemi possono spegnere o contenere un incendio fino all’arrivo delle squadre di emergenza, ma anche impedirne il propagarsi, raffreddando l’ambiente circostante. Vengono infatti utilizzati laddove la velocità di propagazione di un incendio può essere elevata e dove è necessario un intervento altamente efficace fin dalle primissime fasi. In particolare l’azione di raffreddamento ha particolare efficacia nel salvaguardare la resistenza delle strutture, specie se metalliche (tipicamente sono impiegati per raffreddare serbatoi che, se surriscaldati possono generare il fenomeno del  BLEVE  - boiling liquid expanding vapor explosion o collassare a causa del rammollimento dei componenti strutturali).

Come funziona un sistema a diluvio

Il funzionamento di un sistema a diluvio è teoricamente molto semplice; una rete di tubazioni vuote, alimenta ugelli aperti e costruiti in maniera da diffondere  una pioggia d'acqua su tutta la superficie protetta. In funzione degli ugelli scelti, il flusso d’acqua può essere diffuso uniformemente a pioggia ovvero essere direzionato (in questo caso si parla di impianti water spray) - attraverso opportuni deflettori - con una particolare forma e velocità per ottenere una gittata efficace per investire particolari punti dell’area protetta. Per la protezione degli stoccaggi di oli possono essere impiegati ugelli ad alta velocità o ad effetto “emulsionante” in cui la dimensione delle gocce, la loro capacità di penetrazione delle fiamme e la forma del getto permettono all’acqua di investire l’olio che ancora non sta bruciando, creando un’emulsione olio-acqua che sottrae combustibile disponibile all’incendio.

Come è evidente anche da questo esempio, non basta saper gestire opportunamente l’aspetto idraulico.  Come ogni impianto antincendio, una progettazione efficace tiene conto delle prestazioni dell’impianto in fase di spegnimento e per tutta la durata dell’evento; si tratta infatti di una tipologia di impianto che può dover funzionare per tempi relativamente lunghi, durante il quale possono essere coinvolti materiali infiammabili diversi, le condizioni di stabilità strutturale possono variare drammaticamente la capacità di soffocamento e raffreddamento dell’impianto di spegnimento devono essere mantenute (a tal proposito una variabile essenziale è la capacità di mantenere l’efficacia di spegnimento economizzando l’impiego di estinguente). Essendo pensati per affrontare incendi di materiali altamente infiammabili e generalmente stoccati all’aperto, l’impianto dovrà avere caratteristiche tecniche in grado di compensare le variabili ambientali come il vento, diluire e disperdere i vapori infiammabili. La rete è alimentata da un gruppo di spinta che viene attivato da un sistema di rivelazione d'incendio (che può essere di tipo elettronico oppure da un sistema sprinkler che attivandosi, innesca attraverso un sistema idraulico le valvole a diluvio).


La normativa di riferimento

La normativa di riferimento per questo tipo di soluzioni sono la statunitense NFPA 15 - standard water spray fixed system and fire protection  e l’europea technical specification TS 14816.


impianti a diluvio. l’importanza di una manutenzione di qualità

Essendo le tubazioni di un sistema a diluvio soggette a bagnamento e ad asciugatura periodica, possono essere soggette a forte corrosione. Per questo tipo di impianti diventa particolarmente importante la qualità dei materiali e delle lavorazioni oltre che della manutenzione.

Altre tipologie di impianto

Una variante dei sistemi a diluvio prevede un dispositivo in grado di miscelare schiumogeno concentrato all'acqua per produrre schiuma in fase iniziale, per ottenere un effetto di soffocamento delle fiamme e in seguito, con la sola acqua, continuare il raffreddamento, mentre il letto di schiuma formatosi al suolo ostacola la propagazione e la ripresa delle fiamme. Esistono anche sistemi a diluvio che mantengono per l’intero periodo di funzionamento dell’impianto la capacità di erogare schiuma. Questi ultimi due sistemi sono regolati dagli standard NFPA 11 - standard for low expansion foam system  e NFPA 16 standard for installatin of foam-water sprinkler and foam water spray system  e per liquidi schiumogeni le norme europee EN 1568

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