Un'impresa nata nel garage di casa, che a quasi sessant'anni dalla fondazione conta una cinquantina di collaboratori. Tina Bosica vi è entrata nel 1997, dopo il diploma in ragioneria e la perdita del padre. "Ci siamo rimboccati le maniche", racconta, e ha cominciato dal basso, dall'officina, per capire cosa l'azienda facesse davvero e dove fossero le criticità.
Dall'officina alla visione
In quel momento in azienda erano in quattro: lei, il fratello, la madre e un dipendente. Poco dopo due stretti collaboratori se ne andarono per aprire un'attività simile. "È stata la mia più grande fortuna", dice oggi, perché le fece capire che l'impresa doveva avere un proprio "cervello", indipendente dalle singole persone. Nel 1998 nacque così il primo software per le manutenzioni, evoluto nel 2009 su piattaforma Zucchetti e oggi venduto a livello nazionale.
Le persone al centro
Per Tina il benessere di chi lavora è una scelta di impresa. Alle donne ha offerto un part-time prolungato fino alle 14, ai tecnici ha permesso di portare a casa i mezzi già dai primi anni Duemila. Metà del personale è in azienda da più di vent'anni. Anche la digitalizzazione, spiega, è una forma di welfare: lavorare con ordine significa lavorare con serenità.
Il settore e l'Accademia
Dal 2010 siede nel consiglio direttivo di UMAN, l'associazione dei manutentori antincendio, dove ha portato avanti progetti su gestione dei rifiuti, figure professionali e autocontrollo. Da quel percorso è nata l'Accademia, un sogno coltivato per dieci anni: un luogo dove i manutentori possano formarsi davvero.
Le sfide e il futuro
Nelle scelte più importanti si è spesso sentita sola, con il timore di investimenti che potevano non ripagare. Non ha mai pensato di arrendersi: lo sport agonistico, dice, ti abitua a rinascere. Negli ultimi cinque anni sono arrivate quattro acquisizioni e una nuova filiale nelle Marche, e ora è tempo di consolidare e innovare. Fuori dall'azienda presiede un'associazione di pattinaggio corsa con 130 iscritti.
L'impresa, ripete, è prima di tutto un piatto in cui mangiano tutti insieme, e ogni danno ricade su tutti. Una responsabilità che Tina porta con la stessa tenacia con cui, nel 1997, entrò per la prima volta in officina.