People of Mozzanica: Melody Verzeni

«Il mio lavoro non si vede.» Melody Verzeni lo dice con naturalezza, e la battuta che segue è quasi inevitabile: non si vede, ma si sente. Responsabile Qualità e Facility Manager di Mozzanica da cinque anni, Melody presidia il sistema di gestione integrato qualità, sicurezza e ambiente, e insieme si occupa delle strutture e dei servizi aziendali, «garantendo che persone e attività possano lavorare nelle migliori condizioni possibili».

 

Un metodo, non un archivio di documenti

L’equivoco più comune è pensare che il suo lavoro si riduca a procedure e scartoffie. In realtà, spiega, «è l’impostazione di un metodo di lavoro, controllato dall’inizio alla fine, che l’azienda si è calzata su se stessa». Non una regola imposta dall’alto, ma un sistema elaborato con tutte le figure aziendali. «Quando uno si trova bene a lavorare, vuol dire che il sistema funziona. Ma non è che c’è stata poca fatica nel farlo.» È questa la parte invisibile che Melody rende solida ogni giorno.

 

La garanzia che arriva al Cliente

Essendo Mozzanica certificata ISO, Melody è, per usare le sue parole, «il vigilante» di una normativa precisa. Al Cliente questo offre punti di riferimento chiari: reparti, funzioni, metodi di lavoro in cui «si può ritrovare, e comunque si può ritrovare bene». Il Cliente la incontra indirettamente da quando si interfaccia per la prima volta con l’azienda, durante tutto lo svolgimento del contratto sottoscritto,  fino alla sua conclusione, e direttamente in fase di prequalifica, quando necessita delle evidenze di certificazione, quando si gestisce un’eventuale non conformità e quando gli viene chiesto un giudizio attraverso i questionari di valutazione annuali. Ai suoi occhi la certificazione non è un obbligo ma una scelta di trasparenza, perché «prendersi il certificato ISO è una scelta aziendale», e Mozzanica ha adottato le certificazioni che le servono per operare.

 

Dall’ufficio tecnico alla qualità

Il valore che Melody porta nasce dal suo percorso. Viene da studi tecnici e da un primo lavoro in un ufficio tecnico antincendio, a contatto con tutti i reparti. «So come si muovono le persone, so di cosa hanno bisogno, quali informazioni servono per farle lavorare bene.» Non è estranea all’attività, e questo è il suo vantaggio. Capire la ISO ha richiesto studio e formazione, «fin quando non la si studia è difficile capire il valore di una certificazione di quel tipo». Affiancando le prime linee ha poi acquisito un punto di vista che da tecnico non aveva, imparando a leggere il gioco delle parti e ciò di cui ognuno ha bisogno.

 

Il Cliente vero è l’azienda

C’è un rovesciamento interessante nel modo in cui Melody guarda al proprio lavoro: «io non ho difficoltà con i Clienti, trovo sfide maggiori con il personale interno». I suoi stakeholder principali sono i dipendenti, il cui benessere, secondo la norma, è parte integrante del sistema. È un principio che Mozzanica prende sul serio: il certificatore, parte terza, ogni anno intervista in privato il personale su come si trova. Molte delle indicazioni più utili, però, arrivano direttamente dalle persone. Quando alcuni collaboratori hanno evidenziato difficoltà nella comunicazione tra uffici e reparti operativi, con il rischio di incomprensioni o rallentamenti nella gestione delle attività, la risposta non è stata calata dall’alto: sono stati organizzati momenti di confronto tra le funzioni coinvolte per ridefinire flussi informativi e responsabilità. Mettere la persona nelle condizioni di lavorare bene, dentro un budget attento e programmato con l’analisi del rischio di inizio anno, è per Melody parte del metodo, non una concessione.

 

L’orgoglio di un sistema che cresce con l’azienda

In cinque anni Melody ha visto l’azienda evolvere: nuove figure, nuovi mercati, e un sistema che deve seguire quel movimento. Ciò che la rende orgogliosa è la volontà di fondo di migliorare in continuità, darsi regole, aggiungere certificazioni, rispettare la conformità «senza battere ciglio». E soprattutto il fatto che gli spunti di miglioramento dell’ufficio vengano ascoltati: «adesso le prime linee si presentano chiedendo di poter migliorare un processo, è un passo enorme in positivo». Un’azienda, conclude, che «lavora molto sulla persona» e sceglie di valorizzare le persone di valore che ha. «La nostra fortuna è avere un’azienda con un po’ di lungimiranza per il futuro, e non è una cosa banale.»

Nel lavoro silenzioso di Melody, quello che non si vede ma si sente, prende forma una delle qualità più difficili da imitare: un’azienda in cui si lavora bene perché le condizioni che lo rendono possibile vengono costantemente monitorate, migliorate e condivise con chi le vive ogni giorno, grazie a un'attenta regia che opera dietro le quinte.

Data pubblicazione: 31/10/2026