People of Mozzanica: Andrea Schenatti

C’è un gesto che racconta Andrea Schenatti meglio di qualsiasi descrizione: arrivare in ufficio molto presto, quando tutto è ancora silenzioso, per dedicare i primi minuti della giornata alle attività più delicate, quelle che, dice, "richiedono un po’ più di pace e di tranquillità per poter essere fatte".

Da lì in avanti, dalle nove in poi, comincia una giornata che lui stesso definisce "frenetica al cento per cento", fatta di telefonate, email e colleghi. Responsabile dell’Ufficio Tecnico per la parte industriale di Mozzanica da quasi dieci anni, Andrea Schenatti convive ogni giorno con due mestieri dentro lo stesso ruolo.

 

Due lavori in uno

Guidare l’Ufficio Tecnico industriale e, allo stesso tempo, seguire le commesse come Project Manager: "sono due lavori" ammette, "ed è anche difficile certe volte farli combaciare". Quando il Project Manager prende il sopravvento, il tempo per la gestione dell’ufficio si assottiglia, eppure è proprio in questa doppia veste che si misura il valore della sua figura. Schenatti governa lo sviluppo di una commessa in tutte le sue fasi, dalla riunione di apertura fino ai collaudi, tenendo insieme la parte tecnica, quella che ama di più, e il rapporto diretto con il cliente.

 

Il primo volto che il cliente incontra

L’Ufficio Tecnico entra in gioco dopo il commerciale: acquisito l’ordine, la commessa passa a Schenatti, che dopo la riunione di apertura va di persona dal cliente. Da quel momento diventa il riferimento per ogni aspetto, affiancato in cantiere dai Site Supervisor che seguono la gestione operativa. È un ruolo che chiede competenza tecnica ma anche capacità di rassicurare. Il suo approccio è cambiato negli anni, diventando "molto più distaccato" rispetto a una schiettezza che in passato usciva con troppa facilità. Il risultato è un legame che dura nel tempo: capita di tornare da un cliente dopo dieci anni e di sentirsi accogliere con un "Ah, Schenatti!". È bello, dice, "perché c’è un ricordo positivo".

 

Venticinque anni dentro un mestiere che è cambiato

Con più di venticinque anni di esperienza nel settore, Schenatti ha visto trasformarsi il modo di lavorare. Ha iniziato quando le informazioni arrivavano via fax, "con un giorno o due di ritardo", e una scrivania era condivisa da tre persone con un solo telefono. Oggi il flusso è continuo e, riconosce, iperstimolante: email, messaggi, clienti che pretendono tempi sempre più rapidi. La tecnologia però aiuta. A giugno l’azienda ha introdotto un software per la comunicazione tra cantiere e Ufficio Tecnico, "uno strumento che ci sta dando una grossa mano", e ha già avviato con il responsabile IT e la prima linea una riflessione sull’intelligenza artificiale. "È importante essere subito pronti a capire», osserva, «non dire un altr’anno vedremo".

 

Una grande azienda che ha tenuto insieme le persone

Ciò che Schenatti garantisce al cliente affonda le radici nell’azienda: quasi quarant’anni di esperienza, una crescita fortissima negli ultimi quindici e un Ufficio Tecnico dove i senior trasmettono ai più giovani. Lui stesso, davanti a una normativa da capire, coinvolge due o tre colleghi e trasforma il dubbio in un momento di studio comune: "ci ragioniamo assieme e ne esce un momento dove tutti siamo cresciuti professionalmente". Il valore aggiunto, dice, è avere più di cento persone e un clima in cui "quando c’è un problema hai più di una persona a cui chiedere". Una grande azienda che ha saputo mantenere la qualità della comunicazione e delle relazioni umane.

 

Quando i tempi stretti diventano un risultato

L’esempio che sceglie è una commessa dell’anno scorso: un nuovo stabilimento produttivo alimentare che, solo in fase avanzata di costruzione, si accorge di dover realizzare importanti protezioni antincendio. Da maggio a luglio l’azienda sviluppa l’ingegneria, approvvigiona i materiali e avvia le lavorazioni a fine luglio, a ridosso delle ferie. Non un deposito ripetitivo, ma uno stabilimento produttivo, con una grande varietà di impianti diversi tra loro, ciascuno progettato con regole proprie. Un lavoro durato un anno, di cui la settimana prossima si faranno i collaudi finali. Per Schenatti, l’esempio giusto di che cosa significhi portare a termine un progetto importante.

In quella capacità di stare tra il progetto e il cantiere, tra la tecnica e le persone, si riconosce il modo di lavorare di Mozzanica: competenza che si trasmette, affidabilità che costruisce rapporti destinati a durare.

Data pubblicazione: 21/09/2026