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La verifica

Difetti di lavorazione, di montaggio, i fenomeni corrosivi di cavitazione o di accumulo di scorie, ma anche le semplici tolleranze costruttive dei singoli elementi, portano le macchine rotanti a perdere il bilanciamento.

I primi sintomi di questo sono le vibrazioni ed il rumore; l’analisi di questi “marcatori” nel caso di una pompa antincendio, durante il suo funzionamento, possono raccontare molto delle sue prestazioni e del suo stato e dell’accoppiamento con il motore. Le vibrazioni iniziano prima che il surriscaldamento si manifesti in maniera critica, i rumori tradiscono consumi inefficienti e impurità dei lubrificanti.

Tipicamente i rumori e le vibrazioni possono essere correlati al fluido che attraversa la pompa, dalle parti meccaniche o dalla vibrazione stessa della struttura della pompa (in genere molto meno energetici delle prime due tipologie).

Il primo tipo di vibrazione è attribuibile, generalmente, a fenomeni di cavitazione; la rapida vaporizzazione  e condensazione dei fluidi, in zone di anomala bassa pressione, creano micro-bolle che collassando “sparano” microgetti ad altissima pressione sul corpo della pompa. Attrito e turbolenza del fluido riducono l’efficienza e i microgetti, sommati, possono dare luogo a vibrazioni estremamente dannose che possono condurre a disallineamenti degli alberi o usura dei cuscinetti, ma anche problemi ai supporti ed ai sostegni del corpo pompa, dei basamenti, fatica dei materiali con conseguenti rotture, etc.

Fortunatamente, questi fenomeni lasciano una firma acustica ben rilevabile, che consente, ad un manutentore, di intervenire precocemente.

Anche improvvise variazioni della velocità del fluido (si pensi all’avvio di un impianto antincendio) possono creare vibrazioni, rumori e conseguentemente sollecitazioni dannose alle componenti dell’impianto. Variare bruscamente l’inerzia di un fluido, scarsamente comprimibile, (improvvisi arresti o avvii del flusso, bruschi cambi di direzione) può creare picchi di pressione che superano le resistenze strutturali di guarnizioni, membrane, valvole, etc. o che, se ripetute, li possono logorare anzitempo. Anche in questo caso, l’indagine acustica può rilevare tali fenomeni o analizzarli con un opportuno livello di dettaglio.

Per concludere, vibrazioni che singolarmente potrebbero essere trascurabili possono elidersi reciprocamente ma anche, più pericolosamente, entrare in risonanza e sommarsi - la sovrapposizione di

frequenze vibrazionali ad esempio, genera il cosiddetto battimento, rilevabile come un ritmico variare del volume – diventando esponenzialmente più dannose.

È evidente quindi come non basti misurare il livello delle vibrazioni ma sia necessaria una approfondita analisi dello spettro. Le analisi vibrazionali sono un campo di indagine non distruttiva molto vasto e ampiamente normato, sia  dal punto di vista degli apparati necessari per l’analisi, sia per le modalità  (scelta dei punti di lettura , criteri d'accettazione nonché i livelli di vibrazioni ammissibili imposti per le diverse macchine rotanti, sbilanciamento residuo) ed infine per le abilità specifiche di chi effettua la misurazione.

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