h-header

header
main

dynamic

content

post

Collana TRL7 - Quando gli estintori diventeranno autonomi

Autore Gianfranco Rocchi | Chief Communication Officer | 19 Novembre 2021 |

Alla voce di Wikipedia relativa al concept si definisce in maniera molto chiara l’essenza di queste proposte progettuali. Durante lo sviluppo del concept, dichiara l’enciclopedia on line, il progettista approccia al progetto con la massima libertà, concentrandosi principalmente su aspetti quali, per esempio, l'innovazione, nuove tecnologie, materiali alternativi e sostenibilità per proporre soluzioni progettuali alternative, esponendo le linee guida che accompagneranno la fase esecutiva. Alcuni concetti artistici e progettuali non sono pensati per una futura produzione industriale, e quindi non sempre idonei alla fase esecutiva, possono, nel tempo, essere ripresi per una futura produzione industriale.

Siamo decisamente in quest’ambito quando parliamo dell’OLE (pronunciato "oh-luh", acronimo che sta per di "Off-road Loescheinheit ", che significa "apparato di estinzione fuoristrada" in tedesco) è un prodotto dello studio di design industriale dell'Università di Magdeburgo-Stendal in Germania. L'OLE, autonomo e guidato da GPS, sensori intelligenti, sensori infrarossi e termici, è dotato di serbatoi d'acqua e di estintori in polvere. Il professore di design Ulrich Wohlgemuth, insieme al biologo e responsabile dei sistemi robotici Oliver Lange, studenti e membri dell'azienda di design Transluszent, hanno collaborato al concetto, ispirato all'armatura interconnessa del porcellino di terra o più scientificamente l'Armadillidium vulgare, un piccolo insetto che se disturbato si appallottola formando, con le scaglie del suo esoscheletro una sfera che non offre appigli all'aggressore. Anche l'esoscheletro di OLE, che è composto, o per meglio dire sarebbe composto, trattandosi di un concept, di fibra ceramica resistente al fuoco fino a temperature di oltre 1000 ° C, può richiudersi ermeticamente. In configurazione aperta, dal suo “ventre” spunterebbero sei gambe in grado di mantenerlo a distanza dal terreno caldo. Dal punto di vista robotico sei gambe è il numero perfetto, fornendo stabilità e facilitando il calcolo dei punti di movimento. I robot potrebbero essere posizionati in hotspot, dove rimarrebbero appallottolati, in attesa che i loro sensori raccolgano il segnale di un incendio entro un raggio di un kilometro scarso, o pattugliare i boschi, cercando attivamente gli incendi, anche se la durata della batteria e gli ostacoli nella foresta ne limiterebbero la portata. Mentre l'artropode suo omologo biologico pesa tra i 0,06 ed i 0,12 g, OLE potrebbe pesare da 70 a 90 kilogrammi. Gli esperti ritengono che possa avere delle chance come ricognitore piuttosto che come vigile del fuoco robotico. I vincoli di peso infatti manterrebbero piccolo il suo serbatoio, ma OLE sarebbe in grado di trasportare abbastanza acqua, schiuma o agenti chimici secchi per estinguere i punti caldi.

In quest’epoca di sistemi autonomi non poteva mancare l’estintore/drone (del resto abbiamo visto in un alto numero di TRL7 come questi mezzi stiano prepotentemente entrando anche nel mondo dell’antincendio). Habot-mini, che prende il nome da Hachiko, un cane rimasto leggendario in Giappone per la fedeltà al suo padrone, è il primo estintore mobile al mondo che impiega azoto come estinguente. Mentre raggiunge l’incendio in modo autonomo, con elevate prestazioni di marcia, assorbe l'aria circostante, elimina l'ossigeno, genera e rilascia aria arricchita di azoto. Un piccolo sistema a riduzione di ossigeno mobile!  Il sistema di generazione dell’azoto sfrutta la tecnologia a membrane (guarda qui il nostro video sulle tecnologie per la riduzione di ossigeno). Considerando la taglia del Habot-mini - 850 mm di larghezza, 590 mm di lunghezza e 450 mm di altezza, per un peso di 50kg e la nostra esperienza in sistemi ORS temiamo che i tempi di regimazione, anche presupponendo involucri edilizi con ottima tenuta ai gas, siano intollerabilmente lunghi.

Più tradizionale (se si può usare questo termine per una tecnologia neonata), ma sempre basato su un drone, il Fireball è azionato da un telecomando, posizionato nel dock di ricarica, che permette di permette di puntare il robot nella direzione del fuoco stando a debita distanza. Per eliminare l'errore umano, Fireball è dotato di sensori termici in modo da mirare autonomamente verso le fiamme. Il telecomando può essere utilizzato anche come torcia di emergenza.

Sangkyung Lee e Chanyeop Jeong della Università di Daegu hanno proposto un piccolo estintore volante dotato di una telecamera termica nella parte superiore ed un estintore a polvere nella parte.

FINE invece, acronimo di First INtelligent Extinguisher, può essere facilmente utilizzato come estintore tradizionale ma può anche attivare un allarme se si verifica un incendio in un luogo non presidiato e può iniziare a spegnere automaticamente l'incendio. Simile ad un robot per la pulizia degli ambienti domestici, in termini di autonomia di movimento, contiene un termometro a infrarossi per rilevare le fiamme ed un rilevatore di fumo montati su una base rotante, che sposta il serbatoio della polvere, quello utilizzabile manualmente, evitando gli ostacoli grazie a sensori anti-collisione e portandolo nei pressi delle fiamme, dove si può attivare autonomamente.

Concludiamo con un sistema di droni che lavorano in squadra. Progettato da Jiankun Sun e Kairui Wan, Fire Man è un sistema intelligente composto da robot e drone. Il drone di Fire Man è dotato di più sensori e telecamera che rilevano rapidamente il fuoco, oltre a due piccole granate estinguenti. Qualora non bastasse per spegnere il principio di incendio Fire Man si collega a più robot che trasportano una maggiore capacità di estintori. Tutti questi robot lavorano sotto il controllo del drone. Insieme, possono collaborare per sostituire i vigili del fuoco che svolgono pericolosi compiti antincendio.

Quella dell'intelligenza dello sciame (Swarm intelligence) che si occupa del comportamento collettivo che emerge dai sistemi auto-organizzati decentralizzati, e della robotica dello sciame (Swarm Robotic), approccio all'auto-coordinamento di un gran numero di robot semplici che è emerso come l'applicazione di SI a multi- sistemi robotici, sembra essere una delle possibili vie lungo le quali evolverà la tecnologia dei droni e quindi anche quella della lotta antincendio basata su questi dispositivi. Sistemi auto-organizzati di droni, anche diversamente specializzati, potrebbero essere più efficaci, scalabili e tolleranti ai guasti, rispetto a sistemi basati su singoli dispositivi autonomi.

Per scaricare questo articolo in versione pdf Clicca QUI

note sull'autore

Gianfranco Rocchi è curatore del digital content marketing di Mozzanica&Mozzanica Srl; con una formazione accademica in storia economica, ha una esperienza di oltre quindici anni nella consulenza aziendale relativamente ai sistemi di gestione aziendale e della salute e sicurezza sul lavoro. È stato inoltre autore di contenuti per la televisione ed il podcasting.

 

 rocchi@mozzanica.eu

  www.mozzanica.eu

Immagine che contiene testo, clipart, grafica vettoriale

Descrizione generata automaticamente  https://www.linkedin.com/in/gianfrancorocchi/

 https://www.linkedin.com/company/mozzanica-&-mozzanica-srl/

side archivio

Archivio per anno

h-footer

Mozzanica & Mozzanica Srl

 

Via Martiri della Liberazione, 12

23875 Osnago (LC) - Italy

T +39 039 2254 700

T +39 039 9910 618

F +39 039 9910 615

info@mozzanica.eu

 

PEC mozzanica@legalmail.it

 

Cap. Soc. € 400.000,00 i.v.

REA Lecco 291853

P. IVA 02555530134

Sede di Milano

 

Via G. Sforza 62

20081 Abbiategrasso (MI)

F +39 039 9910 615

Mozzanica USA LLC

 

Sede USA

2253 Vista Parkway, Suite 8

West Palm Beach, FL 33411

T +1 561 370 3597

infousa@mozzanica.eu

Social

 

© Copyright 2021 - Mozzanica&Mozzanica Srl

Privacy Policy - Cookie Policy