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Collana TRL7 - la progettazione psicologica dell’estintore del futuro

Autore Gianfranco Rocchi | Chief Communication Officer | 05 Novembre 2021 |

Uno studio di Mary Amos e Glyn Lawson del 2017 relativo ai miglioramenti del design di un estintore centrato sull'utente selezionano diversi driver, che rivedremo nel dettaglio nell’articolo conclusivo di questa serie. Tra questi vengono considerati forma intuitiva, per somiglianza con altri prodotti noti. L’estintore dovrebbe sembrare e non solo essere sicuro. La sua forma dovrebbe trasmettere una sensazione di sicurezza (in termini di protezione dalle fiamme e di efficacia nell’impiego). Dalla ricerca sono emersi timori diversi, dall’avere la mano troppo vicina all’ugello, al rischio per i beni, al non capire come indirizzare il dispositivo. Gli psicologi, infatti , hanno scoperto che i comportamenti delle persone durante le emergenze è spesso sorprendenti. Nonostante  la formazione in materia di gestione delle emergenze inviti a dare l’allarme agli addetti competenti e ad allontanarsi dal pericolo, ad esempio, le statistiche hanno confermato che le persone tendono ad affrontare autonomamente incendi su piccola scala. Il solo fornire dispositivi di sicurezza non garantisce che le persone sappiano come usarli e sappiano che "funzionano", o, peggio, siano convinti della loro efficacia. Ne, tantomeno, che si ricordino dove sono. Una ricerca del 2012 di Castel, Vendetti e Holyoak dell'Università della California, Los Angeles, hanno rilevato un fenomeno di norto come amnesia disattenta, causato dal fatto che dimentichiamo ciò che abbiamo sotto gli occhi continuamente, se non abbiamo la necessità di interagirvi frequentemente.

La progettazione dell’estintore del futuro è quindi una faccenda dannatamente multidisciplinare che coinvolge discipline scientifiche anche molto lontane dalla classica ingegneria antincendio.

Ad uno sguardo superficiale l’estintore ripensato da Adam Scott può sembrare un puro esercizio di design difficilmente utilizzabile nella vita reale, tuttavia affronta degli aspetti che forse sono stati troppo a lungo trascurati nella progettazione degli estintori. Si tratta di un estintore a watermist ma non è questo l'aspetto innovativo; è il suo design estremamente pratico - assomiglia ad un fucile, con un grilletto grande come quello di molti apparecchi elettrici di uso comune - che rende immediatamente ovvio come utilizzarlo. Come abbiamo accennato non si tratta solo di una questione di ergonomia e funzionalità. Ogni angolo e curva è stato progettato per migliorare la presa subconscia. Secondo il progettista, una forma "aggressiva", riduce psicologicamente i livelli di stress e fa sentire l'utente più sicuro in una situazione stressante, il che aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza. Sebbene questo aspetto vada dimostrato scientificamente, si tratta di un constraint progettuale che andrebbe tenuto presente da chi approccia al design di un nuovo estintore. Le istruzioni in braille sul suo corpo sembrano un ausilio interessante, salvo poi capire come un cieco o un ipovedente riesca a mirare correttamente alla base della fiamma. Più interessante invece l'uso della bicromia rosso-bianco, per guidare inconsciamente l'utente ad imbracciare correttamente il dispositivo. Tecnicamente si tratta di un estintore leggero - 4 kg a pieno, 2 kg vuoto - Il guscio in parte in fibra di carbonio ha alcuni vantaggi aggiuntivi oltre al minor peso; lo rende resistente e durevole ma, soprattutto, in condizioni di temperature estreme le fibre si aprono, rilasciando lentamente la pressione, evitandone l'esplosione. Sia la parte anteriore che quella posteriore sono progettate per essere strutturalmente robuste, quindi possono essere utilizzate per farsi strada attraverso porte in fiamme, ad esempio. Il guscio esterno in polipropilene è resistente e leggero. Essendo di plastica non è conduttivo; il che non guasta.

Il Tritona, pensato per utenti anziani o con difficoltà a maneggiare grandi e pesanti estintori, oltre ad essere ultraleggero (500 g) integra una funzione di monitoraggio del fumo per aiutare a rilevare il fuoco in una fase iniziale. La capacità di spegnere un principio d’incendio è tutta da verificare visto il ridotto quantitativo di agente estinguente ma se gli sviluppi della chimica supporteranno la miniaturizzazione, certamente l’ergonomia e la facilità di impiego anche da parte di utenti fisicamente più deboli sembrano essere delle linee di sviluppo interessanti per i prossimi estintori.

Minwook Paeng ha sviluppato un estintore in grado di assistere una persona ipovedente in caso di incendio; L'obiettivo del progetto era fornire attrezzature antincendio per i non vedenti non solo che li mettessero in grado di accorgersi tempestivamente di principi di incendi ma anche di evacuare senza altri aiuti. Secondo un'indagine sui non vedenti, svolta in Corea del Sud e su cui si è basato lo sviluppo di questo presidio antincendio, non solo il tasso di mortalità per incendio dei disabili è  cinque volte superiore alla media ma, e le due cose sono evidentemente correlate, la maggior parte delle persone con disabilità alla vista non ha mai usato estintori. Sempre secondo la ricerca hanno anche difficoltà ad individuare la fonte dell'incendio. Minwook Paeng, prima di progettare un nuovo estintore, ha studiato le dinamiche di come i non vedenti interagiscono con un ambiente in cui si sviluppa un incendio. Ball in realtà non è solo un estintore intelligente ma un elemento di un'architettura per la sicurezza. Il dispositivo infatti non lavora da solo ma in squadra con una famiglia di rilevatori di fumo e calore wireless che monitorano l'ambiente. Quanto questi individuano un principio d'incendio, informano il sistema di tracciamento, incorporato nell'estintore. La palla, da cui l'estintore prende il nome, che sporge dalla parte superiore del dispositivo e in cui risiede la termocamera di rilevamento, ruota automaticamente per localizzare e seguire il fuoco. Anche l'ergonomia ed il feedback sono stati accuratamente studiati; in particolare il manometro presenta un indicatore sporgente in modo che possa essere letto in maniera tattile. Un piccolo altoparlante, alla base non solo suona in caso di incendio ma fornisce istruzioni chiare e concise su cosa fare. Quando la persona, seguendo le istruzioni, punta l’estintore in una direzione approssimativa, la testa sferica del Ball, mantiene il fuoco nel mirino e indirizza il getto in maniera corretta. La testa intelligente può essere facilmente ricaricata con capsule cariche di CO2.

Come è evidente da quest’ultimo caso, i progressi dell’automazione potrebbero cambiare la faccia dei futuri estintori, diventando quasi dei robot o dei co-bot, come nel caso di Ball.

Questo è l’argomento del prossimo numero di TRL7 che uscirà sui nostri canali tra 15 giorni. Non mancate.

Per scaricare questo articolo in versione pdf Clicca QUI

note sull'autore

Gianfranco Rocchi è curatore del digital content marketing di Mozzanica&Mozzanica Srl; con una formazione accademica in storia economica, ha una esperienza di oltre quindici anni nella consulenza aziendale relativamente ai sistemi di gestione aziendale e della salute e sicurezza sul lavoro. È stato inoltre autore di contenuti per la televisione ed il podcasting.

 

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