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Collana TRL7 - dove va l’estintore? I design per l'estintore del futuro

Autore Gianfranco Rocchi | Chief Communication Officer | 24 Settembre 2021 |

Ogni anno, iF International Forum Design GmbH organizza uno dei concorsi di design più celebrati e apprezzati al mondo: l' iF DESIGN AWARD . Prendendo spunto da alcuni progetti che sono stati presentati negli anni a questa rassegna, proviamo ad individuare alcune linee di tendenza nell’evoluzione degli estintori. Trattandosi di concept non dobbiamo attenderci che si tratti di dispositivi sostituibili tout court ai tradizionali; è interessante tuttavia notare come la libertà espressiva dei designer porti ad esplorare vie che probabilmente non sarebbero percorse da parte di addetti al settore dell’antincendio. Per pudore, perché alternative “eretiche” rispetto all’ortodossia dell’antincendio, perché mosse esclusivamente da un’attenzione al design, ignorando concrete esigenze di sicurezza.  Talune di queste vie ci sembrano – e in molti casi saranno – vicoli ciechi ma altre sembrano far intravvedere spunti interessanti, a diversi gradi di maturità progettuale. Alcune sono fallimentari nel loro insieme ma contengono i germogli di qualche buona idea che, portata in un terreno fertile, può attecchire.

Diversi sono i driver della progettazione; nelle prossime settimane ne vedremo alcuni, attraverso l’analisi di alcune proposte di design. Sebbene un’immagine valga più di mille parole, le foto degli estintori di cui parleremo sono protette da diritto d’autore, pertanto vi invitiamo a cliccare sui link corrispondenti per poterli ammirare.

Uno di questi sembra essere senza dubbio la rapidità di impiego e l’ergonomia.

Vediamo questi fattori trainanti all’opera in un’applicazione relativamente semplice: ERIF, anagramma di fire; se non è particolarmente originale nel nome, introduce però una barra di sicurezza a estrazione rapida, che sostituisce la spina di sicurezza, aiuta gli utenti meno esperti a reagire più rapidamente al fuoco. 

Sulle stesso principio si basa il progetto dell’Easy trigger; il design piatto sembra una scelta dettata da considerazioni essenzialmente estetiche.

Karl Martin ha preferito concentrarsi sull’impugnatura del suo LiteFire; scompaiono le spine di sicurezza e il grilletto, sostituiti da una grande impugnatura arrotondata, dov’è presente un unico pulsante per attivare il dispositivo. Questo richiede meno forza della mano per funzionare rispetto al meccanismo a leva (l’affidabilità e facilità di utilizzo di alcune soluzioni che le aveva fatte preferire in passato, com’è probabilmente il caso della leva, oggi possono essere riviste). Il corpo principale è realizzato in una lega di alluminio pressofusa. L'impugnatura e l'ugello sono stampati a iniezione in poliuretano termoindurente e resistente al calore. I componenti interni del meccanismo sono in ottone. A differenza degli estintori tradizionali, la maniglia può essere tenuta in due punti consentendo una migliore distribuzione del peso. Questa include un pulsante di rilascio e un blocco scorrevole, tutti dotati di simboli per mostrare la loro azione. Nella parte superiore del manico sono impresse le istruzioni per mirare alla base del fuoco.

Sceglie di farsi piccolo, invece, il Saviore, che grazie alle dimensioni e peso ridotte, presenta un’innovazione che ci sembra particolarmente interessante, in un futuro forse popolato da mini estintori ad alta efficacia, nel sistema di supporto che sfrutta potenti magneti e consente un facile montaggio a parete e un rapido accesso.

Lo sviluppo della scienza dei materiali potrebbe offrire nuove opportunità in questo senso. La chimica entra prepotentemente anche nel progetto di Eason Chow Wai Tung; FireArc oltre ad avere un design accattivante (sembra sia un requisito indispensabile per l'estintore del futuro, prima ancora del fatto che funzioni, talvolta!) è un estintore a CO2 in cui l'anidride carbonica non è stoccata sotto pressione ma viene generata da una reazione chimica che si sviluppa per reazione dei sali di bicarbonato di sodio miscelati in acido solforico, attraverso la torsione del tappo superiore, per produrre un grande quantità di anidride carbonica (con un residuo facilmente smaltibile di acqua e sale). L'idea di utilizzare la reazione chimica, certo non nuova nella storia degli estintori, pare sia venuta al progettista dai sistemi impiegati per gonfiare un giubbotto di salvataggio. Secondo chi l'ha sviluppato non è necessario fare molto per mantenere questo sistema, non avendo scadenza, in quanto la sostanza utilizzata viene immagazzinata separatamente in forma non pressurizzata e miscelata solo quando necessario. Il FireArc esplora anche una livrea diversa dal tradizionale rosso con istruzioni in bianco, adottando il nero e bianco, per una dichiarata miglior leggibilità.

Per il suo estintore FX-5 Alessandro Zaghi sceglie la forma a disco; la cosa interessante è che, oltre ad essere anch’esso fissato magneticamente al supporto, rendendolo facile da rimuovere, il suo design gli consente d’essere indossato a spalla, come una cartella o una borsa, liberando le mani per trasportare altri oggetti e azionare l'ugello di spruzzatura, il quale è pensato per un impiego facile anche a  parte di persone con disabilità.

Indossabile a spalla è anche lo Strap Extinguisher vincitore del K-Design Award per l'anno 2017 che riprende il design conico di alcuni celebri estintori di inizio ‘900.

Decisamente più originale invece il design proposto da Jonathan Bigot, di Dyson; si tratta un estintore in grado di essere gestito con una sola mano.  Una maniglia rossa brillante altamente visibile e facilmente afferrabile, con una spina di sicurezza e un grilletto che attivabile con poco sforzo, formano l'impugnatura triangolare, che emula il simbolo universale di emergenza e pericolo.

Ma non basta tenere l’estintore con una mano. Lin Zhang, Furong Zhang, Jingchen Zhang, Ziao Lin e Kun Xu hanno dotato la loro unità di estinzione incendi Aim di un tubo estensibile che ne consente l'utilizzo da una distanza maggiore per proteggere l'utente da eventuali danni in caso di incendio.

Una scelta opposta, per certi versi, quella del designer Hee-Sun Kim che ha progettato l'O-Extinguisher, che nasce per essere fatto rotolare sul pavimento mentre te lo trascini verso le fiamme da spegnere. Liberandosi dai vincoli del peso (ma non degli ostacoli) può permettersi di scaricare anche una quantità maggiore di estinguente. Una sorta di mini carrellato in cui la stessa maniglia per trascinarlo diventa la manichetta. Più piccolo ma concettualmete analogo è il Fire Warrior.

Sempre in termini di studio sull’ergonomia e la user experience vale la pena di citare un concept il cui nome, evidentemente, non è stato pensato per il mercato italiano; Casso, che deriva il suo nome dal casuario, un uccello che un tempo si credeva mangiasse il fuoco, è un minuscolo estintore – 235 x 72 x 67 mm, pesante solo 305 g – progettato per essere utilizzato con una mano sola. Basata sui principi dell'Universal Design, l’impugnatura antiscivolo, in cui è ricavato un grande grilletto, s’illumina al buio, per renderlo facilmente individuabile. In CALMIE, che pure ha una maniglia leggermente curva, la spina di sicurezza grande e facile da tirare e l'impugnatura antiscivolo del tubo che aiuta anche per un utente inesperto, non è forse l’ergonomia a rappresentare l’elemento più interessante quanto piuttosto il fatto che questo estintore leggero e di facile utilizzo, ha un corpo in plastica trasparente che permette di controllarne il contenuto. Rispetto ad un estintore metallico convenzionale il peso della bombola è inferiore al 50%. Il materiale per il cilindro è PEN, una plastica di alta qualità con eccellenti caratteristiche di resistenza e barriera ai gas. Una logica analoga è quella che ha guidato la progettazione di BLEND. Realizzato in policarbonato semitrasparente, con una rapida occhiata al corpo dell’estintore si possono verificare i livelli interni dell'estinguente, anche se il presidio è comunque dotato di un manometro semplificato dotato di una spia facilmente interpretabile. La stessa informazione viene trasferita con un icona sul proprio smartphone grazie all’applicazione dedicata. . Ulteriori vantaggi sono il fatto che BLEND sia stato integrato con una luce, che se normalmente funge da illuminazione notturna d’ambiente, in caso di emergenza aiuta a trovare più facilmente l’estintore in una stanza piena di fumo; Blend è inoltre dotato di un sensore di rilevamento del fumo, che invia un segnale in caso di allarme. 

In questi ultimi esempi, in particolare, abbiamo intravisto un altro driver che fa guidato diverse proposte: l’integrazione di funzioni diverse nell’estintore. Di questo però ci occuperemo nel prossimo numero di TRL7, tra quindici giorni; seguiteci.

Per scaricare questo articolo in versione pdf Clicca QUI

note sull'autore

Gianfranco Rocchi è curatore del digital content marketing di Mozzanica&Mozzanica Srl; con una formazione accademica in storia economica, ha una esperienza di oltre quindici anni nella consulenza aziendale relativamente ai sistemi di gestione aziendale e della salute e sicurezza sul lavoro. È stato inoltre autore di contenuti per la televisione ed il podcasting.

 

 

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