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Collana TRL7 - anche gli estintori diventeranno intelligenti

Autore Gianfranco Rocchi | Chief Communication Officer | 08 Ottobre 2021 |

Continuiamo la nostra indagine sugli estintori del futuro, alla ricerca dei fattori che ne guideranno la progettazione. Per farlo abbiamo selezionato alcune proposte presentate a dei concorsi internazionali di design come ad esempio l’iF DESIGN AWARD . Per ragioni di rispetto dei copyright, ricordiamo che non abbiamo inserito le immagini dei progetti di cui parliamo ma vi invitiamo a cliccare sui link per poterli osservare.

Ciò che abbiamo osservato nella precedente uscita di TRL7, dedicata alla ricerca sull’ergonomia degli estintori futuri, ovvero una libertà espressiva del designer che talvolta sembra perdere il contatto con le esigenze concrete che un dispositivo di sicurezza deve tenere al primo posto nella lista dei suoi requisiti, lo ritroveremo anche in questo articolo che si concentrerà, come avevamo anticipato nelle conclusioni del precedente, sull’integrazione di funzioni diverse nell’estintore. Cionondimeno è lasciando il sentiero battuto che l’esploratore può trovare qualche nuova via.

I designer Jiang Jiongfan, Xue Rui, Lin Shuang e Zha Lianghao hanno scelto di esplorare le possibili funzioni da integrare nell'estintore con il loro Fire Hammer, che, infatti, incorpora in un estintore una torcia elettrica e un ascia, per farsi largo in un ambiente in fiamme. Non tutti gli esploratori hanno in sorte di scoprire nuove terre; questo ci sembra il caso dei progettisti del Fire Hammer. Un estintore può limitarsi ad aggredire un principio d’incendio o aiutare l’esodo; se ci si deve far largo con un’ascia probabilmente l’incendio ha assunto dimensioni per le quali il minuscolo Fire Hammer, con un’autonomia evidentemente molto limitata, può fare ben poco. Meglio, ci sembra, sarebbe, avere una cara vecchia ascia, con tanto di lungo manico per aumentare il braccio di leva. Rimane comunque interessante la ricerca dell'integrazione di maggiori funzioni nello stesso dispositivo. 

Più semplice ma forse più efficace l’idea di  Jeon Yangwon di combinare nel Siren, un estintore con una sirena, azionata dalla fuoriuscita dell’agente estinguente.

L’allarme viene attivato da un rilevatore di fumo, invece, nel I'm Here! di Hyejeong Kong. Il nome del dispositivo deriva dal fatto che l’allarme funge da indicatore della posizione del dispositivo. Diversi dispositivi sono poi in grado di dialogare tra loro, innescandosi a vicenda e propagando l’allarme. Se l'evacuazione è necessaria, l'estintore può funzionare come una torcia elettrica, proiettando un raggio luminoso verso il pavimento per aiutare l’evacuazione attraverso i fumi e la polvere. Per il resto è un estintore a schiuma. 

Anche l’estintore LBS avvisa i residenti dell'intero edificio grazie appunto alla tecnologia Location Based System (LBS) che collega il tradizionale rilevatore di fumo al telefono cellulare, per avvisare tempestivamente le persone nelle vicinanze di evacuare in tempo. Shao-Feng Wang, il suo progettista, ha previsto che alla rimozione della spina il sistema si occupi di diffondere l’allarme. Di questo approccio è interessante notare il fatto che sia sviluppabile, potenzialmente, su un protocollo aperto, facendo in modo che il segnale di allarme possa essere riconosciuto da dispositivi diversi (che possono a loro volta abilitare varie funzioni di reazione all’emergenza).

Una variante sul tema sono sia il Wearable Extinguisher, sia il CO2-O2; il primo è un estintore che persegue il doppio scopo di liberare le mani, mettendo la cartuccia dell’estinguente nello zaino posto sulle spalle, assieme ad una bombola di ossigeno dotata di relativa maschera, e di permettere, rispetto ad altre soluzioni simili già presenti sul mercato, un indirizzamento facile del getto grazie all’ugello spruzzatore fissato al braccio. Se quest’ultimo sembra più un attrezzatura da vigile del fuoco (ma per questo impiego sottodimensionata, probabilmente) il CO2-O2 ha forse una dimensione più coerente con l’impiego dell’estintore da parte di chi si trovi a dover farsi largo tra le fiamme per evacuare un ambiente interessato da un incendio. Questo estintore infatti integra una maschera per l'ossigeno.

Immaginare l'integrazione di un autorespiratore con un estintore, per taluni scenari non estremi (dove già la dotazione prevede i due dispositivi, quantomeno separati), potrebbe essere un'idea interessante. Lo sforzo che i designer dovrebbero metter in campo, in questo caso, dovrebbe considerare la user experience di due apparati che potrebbero richiedere delle competenze minime per essere impiegati in un contesto stressante come quello di un esodo in condizioni di emergenza.

L’Umbrella-Fire extinguisher si preoccupa di proteggere l’utilizzatore dall’essere investito da nubi di agente estinguente, dispiegando un ombrello protettivo attorno all’ugello; un accorgimento che ci sembra eccessivo. Più interessante l'estintore a scudo progettato da June Young Kim e Ji Min Lee, che proteggere le persone in caso di incendio. In questo caso l'integrazione delle funzioni sembrerebbe più efficace come e forse meglio nell’analogo Feuerloscher Shield +, dotato di uno schermo, questa volta trasparente e pieghevole. Progettato da Tony Thomas Narikulam, lo scudo di Feuerloscher Shield + è realizzato in fibra di vetro temperata e trasparente, offre un'area di protezione di circa 750 mm quadrati e dispone di una torcia a LED ricaricabile per una migliore visibilità. Il corpo compatto ed ergonomico rende facile per gli utenti maneggiare e utilizzare questo estintore.

Se Xiong Tao , il suo progettista, sembra chiedere troppo al suo piccolo Ramifire, tuttavia in questo dispositivo si intravvede uno spunto interessante: oltre ad uno studio sull'ergonomia migliorata, per un uso intuitivo, l’estintore si accoppia in modalità wireless con lo smartphone e dispone di un rilevatore di incendio integrato che, in caso di incendio, avviserà immediatamente gli utenti e li aiuterà a localizzare l'estintore. Ma il dialogo con l’utente avviene anche, sempre attraverso lo smartphone, per avvisare quando è il momento di sostituire l'unità, per rimanere sempre efficiente. L’aumento di complessità tuttavia potrebbe avere dei risvolti negativi in termini di resistenza ai guasti.

Tanto rumore per nulla, o quantomeno per poco, potrebbe essere il titolo della recensione dell'Emergency Helper, vincitore della Korea Design Exhibition del 2020. Non si tratta di un estintore ma una stazione di distribuzione dei presidi in grado di informare sull'ubicazione dell'estintore e indicare il percorso di evacuazione grazie ad allarmi e luci integrate (ma non c’erano già le lampade d’emergenza per questo?). Nel caso in cui il fuoco divampi intorno alla stazione o l'estintore inserito non possa essere utilizzato per qualche motivo, la stazione intelligente spruzzerà fluido estinguente dalla parte anteriore e da entrambi i lati per proteggere se stessa e l'area circostante. L'Emergency Helper non poteva non includere anche un martello, una torcia elettrica, giubbotti di salvataggio e fischietti.

Aumentando la tecnologia a bordo degli estintori si tende a progettare concept che prevedano che gli apparati smart siano alloggiati in una parte riutilizzabile e l’estinguente sia conservato in cartucce sostituibili.

Nel caso del sistema SFSS, ad esempio, l’impugnatura intelligente monitora 24 ore su 24, 7 giorni su 7 parametri di pressione, movimenti del tubo e dell’estintore stesso, lo stato della spina di sicurezza, la temperatura cui è esposto il presidio e invia questi dati, tramite tecnologia Lo-Ra, a un gateway che si occupa di inoltrare i dati con specifico protocollo IoT, a una piattaforma cloud altamente scalabile e affidabile che, in caso di problemi, invia allarmi ad una centrale operativa o direttamente su smartphone, per assicurarsi che i tecnici competenti possano intervenire rapidamente sul posto. Come accennato, questi dispositivi, integrati in reti IoT, per una ragione di costi e di coerenza della rete dovrebbero avere una vita distinta da quella degli agenti estinguenti. Le cartucce, poi, possono assumere le forme più diverse per venire incontro a esigenze estetiche (che possono avere risvolti anche in termini di sicurezza; un estintore brutto ha più probabilità di finire nascosto) e di ottimizzazione degli spazi, com’è il caso di Flameingo.

Nella prossima uscita di TRL7 vedremo come il futuro del design degli estintori potrebbe passare per una riscoperta di formule otto-novecentesche, riscoperte grazie a nuovi materiali ed agenti estinguenti più compatibili con l’uomo e l’ambiente.

Per scaricare questo articolo in versione pdf Clicca QUI

note sull'autore

Gianfranco Rocchi è curatore del digital content marketing di Mozzanica&Mozzanica Srl; con una formazione accademica in storia economica, ha una esperienza di oltre quindici anni nella consulenza aziendale relativamente ai sistemi di gestione aziendale e della salute e sicurezza sul lavoro. È stato inoltre autore di contenuti per la televisione ed il podcasting.

 

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